La libreria di Matik

mercoledì 20 giugno 2018

Il giullare della regina di Philippa Gregory.
"Ma in questo mondo, facciamo tutto ciò che dobbiamo fare, Robert. Facciamo tutti del nostro meglio. A volte indossiamo maschere a volte possiamo essere noi stessi, a volte le maschere sono più veritiere dei volti. Hannah non ha tradito nessuno ed era palesemente innocente. E' stata liberata. Tutto qui."

Hannah Green è una giovane ebrea che assieme al padre stampatore è fuggita dalla nativa Spagna in Inghilterra per salvarsi dall’Inquisizione che, quando era bambina, mandò sua madre al rogo. Abituata dal padre a vestire abiti maschili per maggiore protezione durante la fuga, lavora con lui nella stamperia ed è fidanzata con un giovane ebreo, Daniel Carpenter, che studia per diventare medico e che Hannah ha visto una volta sola. Ma la giovane ha anche un dono speciale e pericoloso: la chiaroveggenza.
Ed è proprio grazie a questo dono che viene introdotta come giullare da Robert Dudley alla corte di Lady Maria, la figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona; se inzialmente il compito sarebbe quello di fare la spia per i Dudley, col passare del tempo Hannah si affeziona alla nuova padrona tanto da divenire in breve tempo una persona di assoluta fiducia per la sfortunata principessa. Quando i rovesci della sorte portano Maria sul trono d’Inghilterra e i Dudley in prigione per tradimento, Hannah rimarrà a fianco della regina e assisterà di persona ai fatti che segneranno la storia del Paese, conoscendone di persona i protagonisti: oltre a Maria, donna tenace e dai sentimenti profondi ma sfortunata, Robert Dudley, per cui Hannah nutre una giovanile passione, e Lady Elisabetta, sorellastra di Maria, perfida e calcolatrice…
Anche con questo romanzo Philippa Gregory continua ad affascinarmi. Nonostante sia molto più romanzato rispetto a “L’altra donna del re”, “Il giullare della regina” si configura comunque come un buon romanzo storico per tutti gli appassionati della dinastia Tudor. Le vicende di Hanna Green (o Verde) si intrecciano alle vicende di corte per formare un magnifico tessuto di avvenimenti ricchi di storia, emozioni, paure e timori. L’odore di carne bruciata giunge fino alle nostre narici per illustrarci uno tra i tempi più bui che l’Inghilterra abbia mai conosciuto. I personaggi sono delineati con molta abilità, si rimane incantati dalla regina Maria, che nel corso del romanzo è diventata per tutti noi come una madre affettuosa, che fa tutto per amore dell’Inghilterra. Ci presenta un Elisabetta calcolatrice, astuta e avida di potere, desiderosa di vedere la sorella soffrire per la perdita del marito o meglio per la preferenza di suo marito nei confronti della sorellastra, figlia di una prostituta. L’astio tra le due sorelle è sempre maggiore tanto più che si ripercorrono alcuni avvenimenti del passato che vede Caterina d’Aragona umiliata e “scavalcata” da una donna che ha stregato il re con la sua bellezza e il suo fascino. Maria rivive così tutto ciò che l’ha segnata da piccola: la perdita di un padre amato, la perdita di una madre e la mancanza di un figlio tutto suo da accudire e al quale donare l’affetto a lei mancato. Più che alla vicenda di Hanna, mi sono appassionata alla storia che riguardava Maria, i contrasti con Elisabetta e le condanne al rogo che caratterizzarono l’Inghilterra in quel secolo. Philippa Gregory ha fatto davvero un buon lavoro, non ai livelli di “L’altra donna del re” ma sicuramente un buon romanzo che consiglio vivamente di leggere.
Un romanzo avvincente e sicuramente degno di nota per chi ama questo periodo storico e queste ambientazioni.
I delitti di Mangle Street di M.R.C.Kasasian.
"Ma io ho due motori che mi spingono nella vita. Il primo è l'amore del denaro e il secondo è l'odio della menzogna, e sarei pronto a morire io stesso sulla forca piuttosto che sacrificare la verità."

Dopo essere rimasta orfana, March Middleton si vede costretta a lasciare la sua solitaria casa di campagna per raggiungere Londra e il suo tutore legale: Sidney Grice.
Lui è un uomo solitario e scontroso che per vivere fa l’investigatore privato e quindi March si trova ad usare il suo acume per aiutare un riluttante Mr Grice nella soluzione di un nuovo caso misterioso e avventuroso.
“I delitti di Mangle Street” fanno parte di una serie di gialli ambientati nella Londra di metà ottocento. Sin dalle prime pagine è evidente la forte influenza del mitico Sherlock Holmes per quanto riguarda i personaggi e i casi trattati, ma adesso mi spiego meglio. L’ambientazione è pressoché la stessa, il carattere di Sidney Grice è irritante e snob ma nasconde una mente acuta e una capacità di osservare fuori dal comune: tutto questo vi ricorda qualcosa? Da appassionata dei romanzi di Sherlock Holmes queste caratteristiche assolutamente uniche e peculiari mi sono saltate all’occhio subito ma, complice la protagonista femminile che mi ha incuriosito e il caso davvero complesso, sono comunque riuscita ad apprezzare la lettura. Di solito questi rifacimenti strani mi lasciano davvero scontenta ma, in questo caso, ho addirittura deciso di proseguire la lettura della serie con le altre avventure dei due.
March è una ragazza sola ma realista con pochi grilli nella testa e, dopo la morte del padre, si ritrova a vivere con questo tutore che è un perfetto sconosciuto e per di più è sgarbato e insensibile. Insomma, il loro rapporto non è idilliaco, anche perché l’investigatore sottovaluta notevolmente la protagonista, ma pian piano, con la soluzione del caso, i apporti iniziano a cambiare e a diventare più amichevoli.
Insomma, ho trovato simpatica la protagonista, interessante il mistero da risolvere e divertente il rapporto tra March e Sidney.
"Nessun uomo ha il diritto di stabilire che un altro deve morire. Può imprigionarlo, se deve, ma spetta solo a Dio decidere della vita e della morte."
L'amore e gli stracci del tempo di Anilda Ibrahimi.
“Come se l’anno non avesse altri giorni”.

Zlatan e Ajkuna non ricordano il momento esatto in cui è nato il loro amore. Si conoscono da sempre, da quando i genitori di lui hanno attraversato le Montagne Maledette per portale lei e sua madre a Priština, vicino al carcere dov’era stato ingiustamente chiuso per dieci anni suo padre Besor. Due famiglie - una serba l’altra kosovara - unite da passioni e ideali comuni, da una grande amicizia che va al di là di ogni tipo di pregiudizio. Anche quando, soprattutto, il resto degli abitanti del loro paese decide di scatenare un conflitto sulla base di un orgoglio nazionalista che li rende sempre più ciechi e pronti a rinnegare tutti coloro che fino ad un momento prima erano fratelli. Nel 1999 un serbo non può essere amico di un schipetaro. E nella notte di Capodanno 1999, Zlatan è costretto ad allontanarsi dal’unica donna che abbia mai amato per servire la propria patria, che ormai appare lontana anni luce da quella in cui aveva imparato a crescere. Gettato controvoglia e a forza in una guerra dalla quale vuole uscire vivo per mantenere la promessa fatta a Ajkuna: rivedersi non importa dove, non importa quando...
"Vorrei sciogliere la nebbia che copriva le tue battaglie, che tue non erano."
Questo non è solo un romanzo di guerra e di passione, ma principalmente un romanzo di viaggi: della disperazione (perchè in tempo di guerra la speranza non è sempre disponibile), di amore. Viaggi che vengono fatti per allontanarsi da una situazione terribile e altri che portano verso una soluzione solo all’apparenza migliore. Fortunatamente, Anilda Ibrahimi non sembra seguire mere logiche di mercato editoriale, ma soltanto quelle dei sentimenti, narrati con un’immediatezza e una naturalezza che consentono il coinvolgimento emotivo anche del meno empatico dei lettori. Le vicende dei diversi personaggi, che, occorre specificare, sono ben delineati, si mischiano a quelle dei Balcani riportate dall’interno, quasi dalle viscere di questa zona “maltrattata” dell’Europa, e senza giudizi o opinioni purchessia.
Un romanzo che ci fa capire she si sopravvive anche all’amore, anche quando scopri, aprendo la porta, che, ormai, sei innamorata di un passato che non potrà tornare. “Il tempo verrà a chiedere di loro” e non resterà che rubare i suoi stracci perchè il passato ha tutti gli istanti del presente.
"Il tempo ha distrutto il vostro amore?
Nulla può distruggere quello che è stato, nemmeno il tempo. Quello che è stato tra me e la mamma rimarrà sempre con noi. Il tempo ha portato altre cose nelle nostre vite, tutto qui."
"la sorte può essere crudele, trasforma le persone in lettere mandate al momento sbagliato a chi in ritardo a chi in anticipo."