La libreria di Matik

mercoledì 23 marzo 2016

Esco a fare due passi di Fabio Volo.

"Immaturo, immaturo, immaturo."

Questo libro è veramente il nulla.
Invidio Fabio Volo che è in testa alle classifiche dei libri più venduti raccontando queste storie veramente insulse!
Il libro è una lettera di Nico a se stesso, nella quale cerca di analizzare il suo modo di agire e di ragionare, arrivando alla conclusione che lui è un immaturo, sotto ogni aspetto, nell'amore verso le donne, verso i suoi genitori, nell'impegnarsi nel lavoro e nei progetti a lungo termine, si rilassa facendosi le canne e vivendo il presente, senza porsi problemi per il futuro.
Immaturo, immaturo, immaturo!
"Ci sono due problemi nella vita. Quelli senza soluzione e quindi è inutile preoccuparsi e quelli che una soluzione ce l'hanno e quindi è inutile preoccuparsi."
Nico è un ragazzo alla ricerca di sé stesso, ma l'analisi che fa non è profonda e psicologica, è secondo il mio modesto parere assurda e inconcludente, spesso passa ad analizzare particolari ridicoli come quello di "della striscia marrone che sporca le mutande e se è previsto l'incontro con un'eventuale donna la necessità di farsi un bidè"!
"C'è chi cerca l'altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza."
Ma, si può??? Una lettura assurda, che è riuscita solo ad irritarmi!!!

mercoledì 16 marzo 2016

Amabili resti di Alice Sebold.

"La gente cresce vivendo. Voglio vivere anch'io."

Susie Salmon ci racconta la sua storia e lo fa dal suo mondo il Cielo, lei che è stata uccisa, stuprata, massacrata e fatta a pezzi, ha lasciato la Terra e la sua famiglia, un giorno all'improvviso, a 14 anni, nell'età più bella, quella di passaggio da bambini ad adulti e in tutto il libro si percepisce il suo continuo rammarico di un vita incompiuta a causa di uno psicopatico il signor Harvey, che uccide donne o ragazze, senza lasciare traccia alcuna.
Il padre di Susie sarà l'unico a sospettare dello strano signor Harvey, l'unico che continuerà a vivere nel ricordo della sua bambina che una sera non è ritornata più a casa, la madre Abigail, invece, ha una reazione tutta sua, sfoga il dolore non affrontando il dolore stesso, cerca una via di uscita rifiutando di parlare della figlia che non c'è più e si impone di andare avanti prima buttandosi tra le braccia di un altro uomo, poi scappando lontano e ritornando solo quando suo marito colpito da infarto, lotta tra la vita e la morte in ospedale, la sorella Lindsey si sente in dovere di proteggere il padre, bravissima a scuola trova aiuto ed amore in Simon, il piccolo fratellino Buckley è l'unico a sentire la presenza di Susie tra loro e diventa la ragione di vita del padre.
Susie dal suo Cielo, soffre, perché è impotente, non può aiutare coloro che ama e che ha lasciato sulla Terra, vorrebbe poter parlare con loro, avvertirli dei pericoli, confidare segreti sul suo assassino, non le resta che osservare e vedere il trascorrere delle loro vite, lei è intrappolata in un mondo come un pinguino all'interno di una palla di vetro.
"Queste erano le bellissime ossa cresciute intorno alla mia assenza: i legami -a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meraviglioso- nati dopo che me n'ero andata. E allora cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me. Gli avvenimenti cui la mia morte aveva dato luogo erano semplicemente le ossa di un corpo che in un momento futuro imprevedibile sarebbe divenuto intero. Il prezzo di quel che ormai vedevo come un corpo miracoloso era stato la mia vita. Papà guardò la figlia che aveva davanti. La figlia ombra non c'era più."
Quanta crudeltà e ingiustizia c'è di fronte ad un evento così destabilizzante: una famiglia che un giorno all'improvviso è costretta a dover metabolizzare che una figlia non c'è più, prima la speranza di un'eventuale scomparsa e poi la totale certezza che Susie è stata brutalmente uccisa e che non varcherà mai più la soglia di casa, ognuno affronterà l'accaduto in maniera diversa, cadranno in un lungo periodo di dolore e sofferenza, ognuno elaborerà nel suo animo la sua assenza e piano piano torneranno a vivere.
Tutto questo perché al mondo esistono uomini come il signor Harvey, degli psicopatici che uccidono per il loro perverso piacere, per un'assurda attrazione verso delle ignare malcapitate, che loro prima osservano da lontano e poi con uno stratagemma alla fine le avvicinano, le afferrano e per quelle donne sarà la morte, purtroppo la cronaca nera ne è piena tutt'oggi ed è impossibile combattere eventi così irrazionali e incontrollabili.
"E in quella, altre bambine e donne giunsero nel campo da tutte le direzioni. La nostra pena si riversò dall'una all'altra come acqua versata di tazza in tazza, e tutte le volte che raccontavo la mia storia ne perdevo un poco, una minuscola goccia di dolore. Quel giorno compresi che volevo raccontare la storia della mia famiglia. Perché l'orrore sulla Terra è reale e accade tutti i giorni. E' come un fiore o come il sole, è qualcosa di incontenibile."
Strano il racconto che non avviene dalla parte dei vivi, di chi è restato sulla Terra, ma da Susie, lei che ormai è in Cielo, la ragazzina che non diventerà mai donna, che vorrebbe abbracciare ancora un volta tutta la sua famiglia, amare Ruy, vivere il proprio futuro, ma tutto questo non le è più concesso, tutto si è fermato una sera in un campo di granturco.
"Scordiamoci chi conoscemmo, e non pensiamoci più, scordiamoci chi conoscemmo e il bel tempo che fu!."
Un libro originale, per come è impostato, che tratta un argomento terribile e crudo, da leggere per non dimenticare l'eterna violenza!

venerdì 11 marzo 2016

Le bambine che cercavano conchiglie di Hannah Richell.

"La nostra famiglia è scomparsa quel giorno sulla spiaggia...con Alfie. E' come se fossimo annegati tutti con lui."

Questo libro racconta la storia della famiglia Tide, la loro vita cambia completamente dopo la morte del piccolo Alfie, sia la madre, sia il padre, sia le sorelle Dora e Cassie vivranno da quel momento in poi con un enorme senso di colpa, tutti si sentono per un motivo o l'altro, colpevoli dell'enorme tragedia che li ha colpiti.
"Ma, in fondo, qualunque cosa dica, a prescindere dal suo personale senso di colpa, sa che non può cambiare ciò che è successo. In fondo, non c'è niente che possa dire per aggiustare quello che si è rotto."
E' bello leggere, pagina dopo pagina, il percorso emotivo di tutti i protagonisti, ognuno piano piano, con fatica, macerati dal dolore e dal rimorso, dovranno con determinazione e coraggio accettare quello che è successo quel dannato giorno, riprendere le fila della loro vita, andare avanti e ricucire i legami che non si erano mai spezzati, ma solo allentati, con il resto della famiglia, perché l'amore che lega tutti loro si è solo sopito, è necessario per accenderlo di nuovo, confessare segreti ed ammettere i propri sbagli e tornare a vivere di nuovo.
"Temo che la vita non offra nessuna garanzia. Mi addolora dirlo, ma non posso prometterti che la tua non abbia in serbo altro dolore, Però rispondi a questa domanda, Dora: cosa dobbiamo fare, smettere di viverre, di provare, perché abbiamo paura di soffrire? Si, non sempre la vita va come ce la immaginiamo noi. Si, ci può far male, quasi annientarci, ma adesso so che possiamo anche guarire, diventare più forti. Possiamo trovare la felicità nei posti più inaspettati...con le persone più impensabili."
Troviamo in questo libro due sorelle Dora e Cassie, molto diverse una dall'altra, Dora: amorevole, accondiscendente e responsabile, sarà lei a ricomporre la famiglia disgregata, Cassie: ribelle, schiva, che manifesta l'odio verso sé stessa ferendo il proprio corpo e che troverà la pace dedicandosi al progetto del Giardino Segreto, portando avanti la vecchia passione del nonno.
Tutta la storia viene paragonata al vaso di Pandora, che rompendosi porta i mali della vita, quello che prova la famiglia Tide, ma alla fine la Speranza trionfa e cercheranno tutti di cavarsela come meglio possono aiutati dall'amore che uno prova per l'altro.
"Il vaso di Pandora è aperto. Tutti i mali della vita sono già usciti nel mondo, sono stati liberati per dare luogo all'inevitabile miscuglio di discordia e di dolore, ma Dora sa che non conta più. Adesso ne è consapevole. La Speranza rimane."
"Le bambine che cercavano conchiglie" lo consiglio, è un libro di quelli che a me piace tantissimo, perché racconta le emozioni, percorsi interiori per superare drammi, grazie alla speranza e all'amore si può tornare a vivere di nuovo.
"Una vita vissuta nella paura è una vita vissuta a metà."