La libreria di Matik

martedì 24 ottobre 2017

L'importanza di chiamarti amore di Anna Premoli.
"Le cose migliori accadono sempre così: quando meno te lo aspetti, quando pensi di non essere pronto o quando non ci scommetteresti un euro."

Questo romanzo narra della storia di Giada, che abbiamo già incontrato nel ruolo della migliore amica della protagonista nel romanzo "L’amore non è mai una cosa semplice". La vera sorpresa è scoprire che anche il protagonista maschile Ariberto è già comparso in questo primo romanzo.
L'importanza di chiamarti amore inizia proprio con una scena del romanzo precedente. Qui scopriamo che mentre Lavinia e Sebastiano si riconciliavano tra Giada e Ariberto c'è stato un primo vero contatto, anzi direi un bacio rubato sulla pista da ballo.
Giada è una ragazza anticonformista, ribelle, che adora non seguire le regole bigotte imposte da mamma e papà e dalla società. Ha un ragazzo Filippo che abita a Verona e che ha scelto proprio perchè è l'esatto opposto di tutti che ragazzi per bene che frequentano la Bocconi e che si sono fatti strada nella vita solo grazie ai genitori. Ariberto è proprio l'incarnazione di ciò che Giada detesta, o ha sempre pensato di detestare. Abiti firmati, camici su misura, un cognome quasi nobile, eleganza, portamento e gentilezza, di certo non il Bad Boy che Giada sognava di portare a casa per fare arrabbiare mamma e papà.
"Il bello dell'avere quello che gli altri definiscono -un carattere di merda-, è che sei autorizzato a essere te stesso in ogni occasione. Specialmente in quelle più difficili."
Dal loro primo bacio sulla pista da ballo Giada ha deciso di non rivederlo mai più, anche se di tanto in tanto l'intensità di quel bacio le torna in mente solleticando le sue fantasie.
Purtroppo però, anzi per fortuna, i due ragazzi finiscono per ottenere uno stage presso la stessa azienda e per lavorare giorno dopo giorno fianco a fianco.
Ariberto, si rivela essere molto di più di un bel faccino con una bella camicia. E' gentile, premuroso, dolce, tenace, sa prendersi in giro, e non ha paura di dimostrare dell'affetto nei confronti di Giada, che dal canto suo stranamente si trova a suo agio con lui e libera di essere se stessa.
Ma Giada è comunque fidanzata con Filippo, e anche se dopo sette anni la storia non è più eccitante come ai primi tempi, è sempre difficile chiudere un capitolo così importante della propria vita.
Filippo e Giada comunque capiranno ben presto che le lore vite hanno preso strade differenti, e finalmente nel cuore di Giada ci sarà posto per innamorarsi di un'altra persona.
Ma anche se l'attrazione fisica è forte, e quando lei sta con lui è quasi stordita da tanta felicità, la paura di buttarsi in una storia è tanta.
Ariberto dal canto suo si innamora di Giada ben presto, e ogni momento libero è quello giusto per rubarle un bacio o per starle accanto. Ma capisce anche che Giada ha bisogno dei suoi spazi e cerca di concederglieli.
Giada riuscirà a lasciarsi andare completamente con una persona che mai e poi mai avrebbe pensato di poter amare? O invece la sua testardaggine e le sue convinzioni porteranno la storia dei due ragazzi a finire ancora prima di iniziare una relazione seria?
"Al diavolo tutto per me essere felice è stato un lungo lavoro. Ci sono persone naturalmente portate alla felicità, che nascono con il grande dono di saper davvero gioire anche delle piccole cose, e poi ci sono gli esseri umani come me, che per il fatto di sentirsi inadeguati tendono a sabotare le proprie possibilità di essere felici. Perché per imparare a cercare la felicità ho avuto bisogno di superare varie fasi: accettare me stessa, le mie debolezze e quelle dei miei genitori, e prender coscienza che spesso e volentieri la felicità è una scelta consapevole. Le cose belle e brutte capitano a tutti, ma la differenza la facciamo noi. Sì, sono d'accordo con chi sostiene che la felicità si trovi dentro di noi e non negli altri, ma qualche volta gli altri servono a farti capire quello che ti stai perdendo. L'esempio è più efficace di tante parole. Quindi, se ho finalmente capito una cosa, è che merito di essere felice al pari di tutti gli altri. Che tutti ce lo meritiamo. Fate come me: scegliete di essere felici. Buona vita, gente." 
Un libro molto divertente, con una trama simpatica e personaggi dal carattere forte. Un romanzo d'amore che vi farà sorridere, e forse anche voi vi innamorerete un po' di Ariberto
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mercoledì 11 ottobre 2017

Succede di Sofia Viscardi.
"Succede proprio così, una mattina ti svegli e ti rendi conto di essere innamorata. Dentro di te piove da così tanto che nemmeno ti ricordi di com'era fatto il sole. E' la prima volta, però, che penetra così forte nella tua stanza, è la prima volta che hai paura della potenza con cui si impadronisce del tuo mondo."

“Succede” racconta la vita di Margherita: timida, goffa, insicura, è una ragazza che somiglia vagamente a Sofia. Allacciare relazioni con gli altri è difficile, stare al centro dell’attenzione ancora di più: capelli ricci sempre arruffati, Margherita è sempre a corto di tempo e nella vita è sempre in ritardo. La scuola è lo scenario preferito per osservare le relazioni tra giovanissimi ai tempi dei social network, quello che succede nelle aule e nei corridoi, il legame tra Margherita e Olimpia, la sua migliore amica. 
Perché Samuele, l’ultimo arrivato nella scuola ci prova con lei? E Olimpia in quale guaio si sarà cacciata? E Tom, che c’è sempre fin da quando sono nati, che ruolo riveste nella sua vita, solo di amico? 
C’è anche la famiglia, con un padre ambientalista che non usa la macchina né lo shampoo e tira la cinghia sul riscaldamento e una madre severa, implacabile sui ritardi, ma sempre presente nei momenti difficili.
“Succede” è un libro sull’adolescenza, quella fase della vita in cui le domande sono così tante da sembrare infinite e le risposte sempre poche e poco soddisfacenti. Un libro da leggere assolutamente, pieno di avventure, insomma un diario intenso che molto concede alle emozioni, alle sensazioni, alle passioni. Ai sentimenti che, al di là di tutto il resto, sono ciò che gli adolescenti hanno voglia di sperimentare. Consigliabile a tutti: ai giovani ma anche ai più grandi. Un libro scritto con il cuore che va letto con amore da parte delle ragazzine che seguono Sofia Viscardi ogni giorno sul suo canale Youtuber, come mia figlia l'artefice di questa mia lettura!

lunedì 2 ottobre 2017

Sassi vivi di Anne Rottensteiner.
"Quello che so è che le farfalle volano nell'aria senza preoccuparsi se sono italiane o tedesche. I fiori, le bacche e le erbe crescono nelle terra, non importa di quale paese. La terra non è nostra e il sangue scorre nelle vene di tutti gli uomini. Le mucche nella stalla non fanno resistenza alla mano tedesca o italiana fintanto che le munge delicatamente."

La recenti vicende storiche italiane non si studiano mai abbastanza: pur avendo visitato il Trentino-Alto-Adige, non mi sono mai informata molto a proposito della sua travagliata vicenda politica e sociale. Proprio per questo ho scelto di leggere “Sassi vivi” di Anna Rottensteiner, un romanzo a tratti crudo ma romantico, delicatissimo e lieve che racconta di sentimenti modellati dagli eventi storici degli Anni Trenta e Quaranta. 
Il giovane Franz è uno studente sud tirolese che vive con la sua mamma in un maso in montagna, parecchi chilometri da Bolzano, non ha più il padre e spesso, dopo la scuola, segue la campagna e cura gli animali della stalla. All’improvviso, arriva un professore di origini siciliane, ma che vive a Roma e non sapendo dove stare, viene accolto nel maso di Franz, ma il paesino è molto piccolo, le malelingue si divertono a parlare male della sua mamma e di quel tipo 'italiano'. Nel periodo estivo giunge da Roma la figlia del professore, Dora, la quale fa immediatamente amicizia con Franz.
I due ragazzi, però, non potrebbero essere più diversi: Dora ama il duce, lo ammira, ascolta con attenzione i suoi discorsi alla radio, sogna di vederlo affacciarsi a Palazzo Venezia ed è convinta che sia un bene per l’Italia, che grazie a lui il Paese progredirà e prospererà. Franz, al contrario, ha subito l’italianizzazione forzata durante i primi anni del fascismo, ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire dover abbandonare i propri valori, tradizioni, cultura e lingua: i cognomi tedeschi sono stati italianizzati a forza, sono state chiuse le scuole germanofone e soppressi i giornali di lingua tedesca.
Con l’ascesa di Hitler e i patti con il duce, ai sud tirolesi vengono date le Opzioni: diventare cittadini tedeschi sotto il Terzo Reich oppure diventare cittadini italiani e rinunciare alla loro cultura. La mamma di Franz non sceglie e continua a vivere nel maso. La situazione precipita: Franz non può più permettersi di andare a scuola e Dora dopo le vacanze ritorna a Roma ad ascoltare le parole del suo amato duce.
Molti anni dopo, Franz e Dora si incontreranno di nuovo, in una situazione molto pericolosa e una serie di eventi terribili e violenti faranno capire a Dora tutti gli errori che ha commesso in passato.
"No, Franz, io so cosa si prova quando ci si sente ingannati dalla vita e nessuno ti chiede perché. Quando non si può raccontare a nessuno perché ci si vergogna, non tanto per quello che si è fatto, ma più per quello che forse non si è avuto coraggio di fare. Quello che non si è visto, che non si è voluto vedere. E non si vuole raccontarlo, per nessun motivo, per non essere feriti ancora una volta. E lei probabilmente non ha nessuno al suo fianco."
Il libro racconta anche il percorso emotivo della protagonista Dora, l'accettare quello in cui ha creduto fervidamente e che poi si è rivelato un grandissimo sbaglio, del suo rammarico per aver lasciato solo il padre perché la pensavano diversamente ed avevano scelto di percorrere strade completamente diverse. Franz sarà sempre al suo fianco, ma anche la natura, quella della splendida Finlandia, il posto dove hanno deciso di vivere dopo la fine della II Guerra Mondiale, avrà un ruolo fondamentale nel suo viaggio verso la pace interiore e psichico.
"La quiete della natura mi ha calmata Franz. Ha zittito i colpi e i rimbombi dentro di me; il mare in burrasca ha rabbonito le mie tempeste; il vento ha placato le mie onde, era il mio compagno di lotta, gli ho gettato addosso i miei lamenti, le mie urla nel suo ruggito; i gabbiani stridevano più forte di me, la bonaccia del mare mi ha incitata a non dimenticare, il bianco della neve faceva brillare il rosso delle ferite e insieme le rinfrescava col gelo indifferente dei suoi cristalli. E tu eri con me e mi lasciavi essere."
Nei primi capitoli il lettore si trova spiazzato, perché Franz racconta la storia saltando dal presente al passato, dall’infanzia nel maso con la mamma ai giorni in cui era militare presso Salò, man mano che si entra nel flusso del racconto le vicende diventano più fluide, i personaggi più famigliari e le emozioni si fanno più intense. Il libro benché sia molto breve narra con vivacità e coinvolgimento un pezzo della nostra storia, un frammento che pochi conoscono. Una lettura molto interessante che apre una finestra su un difficile periodo storico così vicino a noi e così importante da non dover assolutamente essere dimenticato
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